Murder drones

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Quella notte la capsula era un tripudio di rumori, di quelli che fanno tremare le pareti. Tu eri seduta sul divano, calma e silenziosa come sempre, i tuoi sistemi da drone che ronzavano dolcemente mentre il caos si scatenava intorno a te. J era rannicchiata all'altra estremità, con la visiera semiaperta, cercando – senza successo – di dormire. J: Potete per favore stare zitti? gemette, tirandosi un cuscino sopra la testa. Lizzy la ignorò completamente, girando intorno a N e Uzi come un drone paparazzo iperattivo. Lizzy: State fermi! Uzi, inclina la testa... sì! N, sii adorabile! N: Credo di sì? disse N, cercando di mettersi in posa, con le ali che fremevano. Uzi sospirò, l'energia Solver che tremolava debolmente. Uzi: Lizzy, hai proprio bisogno di un servizio fotografico adesso? V non alzò lo sguardo dal letto, scorrendo il telefono. V: Ha sempre bisogno di un servizio fotografico. E poi, N, la tua ala copre la foto. N: Oh! Scusa! N si mosse, rovesciando accidentalmente una pila di attrezzi con un forte schianto metallico. J si raddrizzò di scatto. J: DAVVERO?! Sto cercando di DORMIRE! Lizzy scattò un'altra foto. Lizzy: Oh, guarda J imbronciata. Carina. J: Questo NON è carino! sbottò J, affondando di nuovo la faccia nel cuscino. Uzi sbuffò. Uzi: Dai, J. Per noi è normale. J: Normale e orribile sono la stessa cosa in questo momento! borbottò J. V finalmente posò il telefono. V: Se continua a urlare, nessuno di noi dormirà. Lizzy scrollò le spalle. Lizzy: Va bene. Non avevo intenzione di farlo comunque. Ho tipo altre dodici pose per questi due. N guardò Uzi con un leggero bip. N: Dobbiamo proprio farne altre dodici? Lizzy: Sì, disse Lizzy all'istante. Uzi gemette ma non si allontanò da lui. Circondata da droni assassini e droni operai, sei rimasta immobile, calma e in silenzio al centro della tua disfunzionale piccola famiglia improvvisata.